Il campo e la tribuna Quaglio dello stadio Mario Battaglini di Rovigo
Stadio Mario Battaglini, tribuna Quaglio · Lo stadio a lui intitolato, non il monumento né Battaglini · Threecharlie · CC BY-SA 3.0 · Wikimedia Commons
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Personaggi · Rovigo

Maci Battaglini, il gigante di San Bortolo

Il rugbista che la Francia chiamava «le roi des buteurs»

Epoca
1919-1971
Dove
Stadio Mario Battaglini

Rovigo, quartiere di San Bortolo, 20 ottobre 1919. Nasce Mario Battaglini, quarto di sei figli. È così grande che la madre lo chiama «Macistin», come Maciste. Da quel diminutivo nasce il soprannome che lo accompagnerà per sempre: Maci.

Lascia la scuola in seconda elementare e prova di tutto: atletica, calcio, nuoto, ciclismo, basket, pugilato. Poi scopre il rugby. Il 26 dicembre 1936 debutta con la squadra di Rovigo, battuta 17 a 0 dal Padova. Tre anni dopo vince con la Gil Rovigo il titolo italiano giovanile, il primo nella storia della città. Con l'Amatori Milano conquista gli scudetti del 1940 e del 1943. Nel 1940 è il primo rodigino a vestire la maglia azzurra.

Arriva la guerra. Battaglini combatte nei Balcani e in Russia e riceve la Croce al valor militare per aver bonificato campi minati. Dopo il conflitto è tra i primi italiani a giocare in Francia: due stagioni a Vienne, vicino a Lione, e una a Tolone. I francesi lo chiamano «le grand Battà» e «le roi des buteurs», il re dei calci piazzati, per la precisione al piede.

Torna a Rovigo come giocatore-allenatore e vince tre scudetti di fila, nel 1951, 1952 e 1953. Da allenatore porta le Fiamme Oro di Padova ad altri tre titoli, tra il 1958 e il 1960. Smette di giocare nel 1963. La sua ultima partita in panchina, il 7 giugno 1969, è Rovigo-Clermont-Ferrand.

Nell'autunno del 1970 cade dalla bicicletta su una strada ghiacciata. Entra in coma e muore all'ospedale di Padova il primo gennaio 1971, a 51 anni. Al funerale, don Mario Bisaglia lo paragona a Sansone, un uomo forte e dolce. Lo scrittore Gian Antonio Cibotto ricorderà che nel suo cuore c'era sempre la «piccola città di nebbie spinose e di soli cocenti».

Oggi lo stadio del rugby di Rovigo porta il suo nome. In città gli sono dedicati anche un monumento e un ritratto sulla tribuna. Basta assistere a una partita dei Bersaglieri per capire che Maci, qui, gioca ancora.

FontiFonti verificate

  1. Cinquant'anni fa moriva Maci Battaglini e nasceva la sua leggenda — Il Gazzettino
  2. «Maci, un simbolo che vive sugli spalti» — il Resto del Carlino, 31 dicembre 2020
  3. Stadio Mario Battaglini (solo come punto di partenza) — Wikipedia

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