Alle porte della Rovigo medievale viveva una comunità di Umiliati, religiosi esperti nella lavorazione della lana. Nel 1254 il vescovo Guglielmo d’Este diede loro il permesso di costruire una chiesa dedicata a san Bartolomeo.
Due secoli dopo tutto cambiò. Nel 1474 papa Sisto IV soppresse la prepositura degli Umiliati e affidò il complesso ai monaci benedettini di Monte Oliveto. Decisivo fu il ruolo del cardinale Bartolomeo Roverella, vescovo di Adria e fratello di Nicolò, abate generale degli Olivetani: rinunciò alla commenda che aveva ricevuto nel 1444. In pochi decenni il monastero, nato in periferia, divenne un centro economico e culturale della città, con oltre mille campi tra Polesine e Padovano.
Una chiesa nuova, poi barocca
La chiesa attuale fu iniziata il 21 marzo 1562. Secondo l’abate Alessandro Rossi il progetto era di Bartolomeo Bonarizzo, ma i documenti citano anche maestri ferraresi della cerchia olivetana di San Giorgio di Ferrara. Alberto Schiatti progettò il campanile, finito nel 1592.
Il grande rinnovo barocco arrivò tra il 1685 e il 1697. Sono gli anni dell’altare maggiore di Francesco Fasolato (1691) e della pala del Martirio di san Bartolomeo di Benedetto Gennari, nipote e allievo del Guercino. Gennari la consegnò nel luglio 1697 e la firmò come "Primario Pittore di S.M. Britannica". Nel 1778 arrivò l’organo di Gaetano Callido, ancora funzionante.
Dai monaci al museo
Nel 1797, con l’arrivo dei Francesi, il monastero fu soppresso. Il decreto del 25 aprile 1810 cacciò definitivamente i monaci, e la chiesa divenne succursale di San Francesco. Nel 1844 Giacomo Giro donò il monastero al Comune perché diventasse casa di ricovero, un uso che durò fino agli anni Settanta del Novecento. Nel 1956 la chiesa tornò parrocchia.
Dal 1990 il complesso è stato restaurato. Dal 2001 ospita il Museo dei Grandi Fiumi, che racconta il Polesine dalla preistoria al Rinascimento. Lo fa proprio negli ambienti dove vivevano i monaci: gli spazi che per secoli hanno accolto gli Olivetani oggi custodiscono la storia della terra tra Adige e Po.




