Prima di diventare un maestro del cinema, Michelangelo Antonioni scese lungo il Po con una cinepresa. In «Gente del Po», girato in piena guerra, segue per un giorno una barca da carico fino al mare e osserva la vita povera dei villaggi sul fiume, anche nell'area di Porto Tolle.
La guerra interruppe il lavoro e parte della pellicola andò perduta: il documentario, di circa undici minuti, uscì solo nel 1947. Dieci anni dopo Antonioni tornò sugli argini con «Il grido» (1957), ambientato nella valle del Po, che vinse il primo premio al Festival di Locarno.
Non è stato l'unico: Visconti, Rossellini, De Santis, Lattuada, Soldati e Vancini hanno girato o ambientato opere nel Delta. Nel 2018 Palazzo Roverella ha raccontato questa storia nella mostra «Cinema! Storie, protagonisti, paesaggi».


