Prima di essere il nome di una provincia, «polesine» era una parola comune. Indicava, lungo il corso di un fiume, un lembo di terra piatta e quasi insulare, spesso coperto di arbusti, staccato dalle rive dalle piene e dalle correnti. Il basso Po ne era pieno.
L'origine è curiosa. Il latino medievale pol(l)icinum, «terreno paludoso», risalirebbe al greco bizantino polýkenos, «che ha molti vuoti». Col tempo la parola si sarebbe incrociata con il latino pullus, «molle». Una definizione perfetta per un paesaggio di acque, dossi e terre fragili.
Oggi il nome indica la provincia di Rovigo, stretta tra Adige e Po. Ma basta guardare una carta del Delta, con le sue isole tra i rami del fiume, per ritrovare il significato originario.


