Fra gli edifici civici di Rovigo, la Pescheria Nuova è forse il più sorprendente. È un mercato del pesce vestito da piccolo palazzo gotico. Fu costruita intorno al 1870, negli anni del rinnovamento urbano della città. Doveva sostituire una pescheria settecentesca e migliorare le condizioni igieniche della vendita del pesce, un tema molto sentito nell’Ottocento. Igiene e modernità erano le parole d’ordine del tempo. Ma la vera sorpresa è nel modo in cui l’edificio è costruito.
Gotico fuori, Parigi dentro
La facciata guarda al Medioevo. Al centro si apre un grande portale, ai lati due finestre a sesto acuto. In cima corre una balaustra che la Regione Veneto descrive in stile Art Nouveau. Visto dalla strada, l’edificio potrebbe sembrare una piccola chiesa o un palazzo nobiliare. È il primo inganno, e il più piacevole.
Varcata la soglia, lo scenario cambia del tutto. Il contrasto tra fuori e dentro è il segreto di questo edificio. L’interno è il manifesto di una modernità tutta industriale, all’avanguardia per l’epoca. La grande sala luminosa poggia su colonne in ghisa e accosta ferro e vetro, materiali «molto in voga nella Parigi del tempo». Sui banconi in marmo bianco si esponeva il pescato fresco. Per la Regione Veneto l’edificio è «un’importante testimonianza dell’architettura industriale e ingegneristica» di fine Ottocento: un incontro, in pochi metri quadrati, tra il gusto per il passato e la fiducia nella tecnica.
Da mercato a sala per la città
Per circa un secolo, la Pescheria svolse la sua funzione di mercato ittico fino al tardo Novecento. Dopo un restauro alla fine del secolo è diventata una sala polivalente. Oggi accoglie mostre temporanee, convegni ed eventi culturali. Dove un tempo si contrattava il pesce, ora si guardano opere e si ascoltano conferenze, sotto le stesse colonne di ghisa. La sua storia è quella di molti edifici civici: nati per una funzione, salvati da una nuova. Vale la pena entrare quando è aperta, per vedere la sala dal vivo.




