
Le due torri che pendono
Torre Donà e Torre Mozza, piegate dalla palude
Una altissima, l’altra spezzata: le torri del castello di Rovigo pendono entrambe. Nessun incantesimo, solo il peso dei mattoni sulla terra molle.

Dalla piazza del Leone di San Marco alle torri del castello, passando per i palazzi dell’arte e per il corso che copre un canale scomparso. Un giro nel cuore della città per scoprire che cosa c’era prima di quello che si vede oggi: il ghetto, le mura, l’acqua.
Il salotto di Rovigo e il suo leone ritrovato
Nel 1797 i Francesi distrussero il leone di San Marco e la colonna restò senza simbolo fino al 1881. La storia del salotto di Rovigo.
Piazza Vittorio Emanuele II e la Colonna del Leone di San MarcoDove i notai scrivevano gli affari della città
Sotto questi archi gotici i notai di Rovigo lavoravano già prima del 1286. E sulla torre c’è ancora la campana dell’antico castello.
Loggia dei Nodari e Torre civicaQuattro secoli e mezzo di libri, arte e concordia
Nata nel 1580 dalle riunioni di letterati nel palazzo di un conte, l’Accademia dei Concordi custodisce la biblioteca civica e una pinacoteca preziosa.
Accademia dei ConcordiIl palazzo del cardinale rimasto incompiuto
Un cardinale, un cantiere interrotto nel 1477, una facciata in cotto di gusto estense: oggi Palazzo Roverella è un grande polo espositivo del Veneto.
Palazzo RoverellaIl palazzo che ospitò un re di Francia
Attribuito a Michele Sanmicheli, nel 1574 accolse Enrico III, re di Francia e di Polonia. Oggi Palazzo Roncale apre le sue sale a mostre ed eventi.
Palazzo RoncaleAffreschi, ospiti illustri e aule universitarie
Qui soggiornarono l’ultimo podestà veneziano, Francesco Giuseppe e Garibaldi. Oggi i saloni affrescati di Palazzo Angeli ospitano gli studenti.
Palazzo AngeliUn mercato del pesce vestito da palazzo gotico
Fuori un piccolo palazzo neogotico, dentro ghisa e vetro come nella Parigi dell’Ottocento: la Pescheria Nuova è una sorpresa sul Corso di Rovigo.
Pescheria NuovaLe due torri da cui è nata la città
Due torri inclinate, un giardino, pochi tratti di mura: è ciò che resta del castello da cui, più di mille anni fa, è nata Rovigo.
Castello di Rovigo e Torri Donà e GrimaniSulle tracce della città murata
Vie che si chiamano «Mure», una torre di guardia diventata casa, porte abbattute nell’Ottocento: un anello a piedi nella Rovigo murata.
Mura di Rovigo, Torre Pighin e le porte scomparseLa strada che cammina sopra un fiume
Corso del Popolo corre dove un tempo scorreva l’Adigetto. Nel 1937 il corso d’acqua fu deviato e l’antica città fluviale cambiò volto.
L’Adigetto scomparso e Corso del PopoloIl giardino che custodisce una cittadella scomparsa
Dove oggi c’è il giardino di Piazza Merlin sorgeva il ghetto ebraico di Rovigo, demolito nel 1930. Storia di una comunità e di una cittadella perduta.
L’ex ghetto ebraico e Piazza Umberto MerlinIl palcoscenico di Gigli, Tebaldi, Callas e Pavarotti
Qui debuttarono Beniamino Gigli e Renata Tebaldi, qui cantarono Callas e Pavarotti. Il Teatro Sociale, rinato in stile Liberty dopo l’incendio del 1902.
Teatro Sociale di Rovigo
Torre Donà e Torre Mozza, piegate dalla palude
Una altissima, l’altra spezzata: le torri del castello di Rovigo pendono entrambe. Nessun incantesimo, solo il peso dei mattoni sulla terra molle.

Il gatto rosso che divenne il simbolo della città
Salvato in Bosnia, adottato da un’intera città: Rossini girava tra banche, bar e portici di Rovigo. Fino a diventarne il simbolo.

Cinque secoli di cavalli, vitelli sulle barche e opera
Dal 1482 Rovigo fa festa in ottobre. Un tempo buoi, cavalli e vitelli esposti sulle barche dell’Adigetto; oggi luna park e Ottobre Rodigino.