
Il banchetto di San Martino
I Carbonari di Fratta e la cena che portò allo Spielberg
11 novembre 1818: a Fratta Polesine un banchetto tra patrioti finisce in acclamazioni. Poi denunce, arresti, lo Spielberg. La storia dei Carbonari.

Verso ovest, nel cuore del Polesine. A Fratta la villa di Palladio e la villa legata al banchetto dei carbonari del 1818. Poi la basilica di San Bellino, patrono della diocesi, la villa di Canda, l’abbazia della Vangadizza a Badia e, sulla via del ritorno, il santuario del Pilastrello a Lendinara.
La Badoèra, il tempio di Palladio nella pianura
L’unico sito UNESCO del Polesine: la villa dove Palladio usò per la prima volta la facciata a tempio, con le barchesse aperte come due braccia.
Villa BadoerLa villa sull’acqua dove cenarono i carbonari
A pochi passi dalla Badoèra, una villa quasi su un’isola. Qui, nel 1818, un banchetto di carbonari aprì una pagina intensa del Risorgimento veneto.
Villa Grimani Molin AvezzùIl vescovo martire che protegge dalla rabbia
Un vescovo ucciso in un agguato, reliquie ritrovate tra sogni e piene del Po: a San Bellino riposa il patrono della Diocesi di Adria-Rovigo.
Basilica di San BellinoLa villa dai due volti e la contessa triste
Due facciate, un parco di statue mitologiche e la leggenda della contessa triste: a Canda si nasconde una delle ville più scenografiche del Polesine.
Villa Nani MocenigoL’abbazia che fu signoria e diocesi
Badia Polesine porta il nome di un’abbazia che fu feudo e diocesi. Oggi ne restano chiostro, abside e campanile pendente, carichi di memoria.
Abbazia della VangadizzaLa Madonna nera nata da una notte di tempesta
Una statuetta d’ulivo scuro, una notte di tempesta e una fonte ancora meta di pellegrini: la storia della Madonna nera di Lendinara.
Santuario della Beata Vergine del Pilastrello
I Carbonari di Fratta e la cena che portò allo Spielberg
11 novembre 1818: a Fratta Polesine un banchetto tra patrioti finisce in acclamazioni. Poi denunce, arresti, lo Spielberg. La storia dei Carbonari.

A Fratta, una tomba che il regime temeva
A Fratta Polesine la casa di Giacomo Matteotti e la sua tomba, sigillata e sorvegliata dalla polizia fino al 1945. Una storia vera, senza leggende.

Il mito dell’Eridano e l’ambra di Frattesina
Il figlio del Sole precipitò nel Po e le sorelle piansero lacrime d’ambra. A Frattesina, tremila anni fa, l’ambra si lavorava davvero.