Gli antichi raccontavano che Fetonte, figlio del Sole, volle dimostrare a tutti di essere davvero di stirpe divina. Chiese al padre un dono: guidare, per un solo giorno, il carro infuocato che attraversa il cielo. Il padre cercò di dissuaderlo. Alla fine cedette.
Fu un disastro. I cavalli del Sole sentirono che le redini erano nelle mani sbagliate. Il carro precipitò troppo vicino alla terra, bruciando boschi e prosciugando fiumi. Per fermarlo, Zeus scagliò un fulmine.
Fetonte cadde come una stella cadente. Finì nelle acque di un grande fiume del nord: l’Eridano, che gli antichi identificavano con il Po.
Le sue sorelle, le Eliadi, corsero sulle rive. Piansero il fratello senza sosta. Gli dèi, impietositi, le trasformarono in pioppi. E le loro lacrime si indurirono in gocce d’ambra.
È una delle storie più famose delle Metamorfosi di Ovidio. Ed è il mito che il Polesine ha scelto come proprio racconto d’origine. Basta guardare il paesaggio per capire perché: una terra tra due fiumi, fatta di acqua e di cielo, di pioppi e, un tempo, di ambra.
Il bello è che, sotto il mito, c’è qualcosa di vero.
A Frattesina, vicino a Fratta Polesine, tra il XIII e il X secolo a.C. fiorì un villaggio dell’età del Bronzo. Non era un villaggio qualunque. Era un centro di produzione artigianale e di commercio su scala europea. Qui arrivava l’ambra del Baltico. Qui veniva lavorata. E da qui ripartiva verso il Mediterraneo, lungo le rotte dell’Adriatico.
Gli archeologi vi hanno trovato perle d’ambra e di vetro, pettini d’avorio, perfino uova di struzzo. Sono oggetti che raccontano contatti con terre lontanissime. Un piccolo mondo di artigiani e mercanti, in mezzo alla pianura, che guardava molto lontano.
Forse, quando i Greci immaginarono le lacrime d’ambra sulle rive dell’Eridano, avevano in mente proprio i luoghi da cui quella pietra dorata arrivava ai loro mercati. Non possiamo esserne certi. Ma è bello pensare che, qui, il mito e l’archeologia si guardino negli occhi.
La prossima volta che vedrete un filare di pioppi lungo un argine del Polesine, ricordatevi delle Eliadi. E di quelle lacrime dorate che, tremila anni fa, viaggiavano davvero da queste parti.




