Fiera d'Ottobre 2022, piazza Garibaldi (Rovigo)
Fiera d'Ottobre 2022, piazza Garibaldi (Rovigo) · Threecharlie · CC BY-SA 4.0 · Wikimedia Commons
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Tradizione · Rovigo

La Fiera d’Ottobre

Cinque secoli di cavalli, vitelli sulle barche e opera

Epoca
Dal 1482 a oggi
Dove
Piazza Vittorio Emanuele II e centro storico, 45100 Rovigo

Ogni autunno, da più di cinque secoli, Rovigo si riempie di bancarelle, luci e voci. È la Fiera d’Ottobre. Per capire perché esista bisogna tornare al 1482.

In quell’anno il Polesine era conteso tra Venezia e Ferrara, nella cosiddetta Guerra del Sale. I rodigini, racconta la tradizione, erano stanchi di cambiare padrone a ogni stagione. Rovigo passò alla Serenissima, e la fiera nacque come memoria di quel passaggio.

Allora in fiera non si veniva per le giostre. Si veniva per gli animali. Il Polesine, basso e paludoso, era ricco di pascoli e ideale per allevare buoi e cavalli. Le razze polesane erano famose nei mercati del Veneto.

Il bestiame si contrattava sul Prato della Fiera, fuori porta San Francesco. Le botteghe, invece, occupavano la piazza e i portici. E c’era uno spettacolo che oggi è difficile perfino da immaginare: i vitelli venivano esposti su barche ferme nell’Adigetto, il canale che allora attraversava la città. Una fiera sull’acqua, nel cuore di Rovigo.

Alla fine del Cinquecento la data fu fissata al 20 ottobre. La fiera cominciava alle otto di sera e durava otto giorni. Nel 1669 nacque il mercato franco: un giorno senza dazi, pensato per favorire il commercio del bestiame. Da lì viene il "martedì franco", che ancora oggi si tiene il primo martedì dopo il 20 ottobre.

La fiera, però, non era fatta solo di stalle e di affari. Aveva anche un’anima colta. Al Teatro Lavezzo, l’odierno Teatro Sociale, la stagione d’opera richiamava polesani e veneziani. Molti arrivavano in città con la corriera, apposta per l’occasione.

Oggi i bovini e le botteghe hanno lasciato il posto ai luna park e allo zucchero filato. La fiera è il cuore dell’Ottobre Rodigino, un mese intero di mostre, letture e incontri. Nel 2024, secondo la stampa locale, si è svolta la 541ª edizione.

Eppure, sotto le luci delle giostre, il calendario è lo stesso di quattro secoli fa. Ogni ottobre chi passeggia tra le bancarelle rinnova, magari senza saperlo, una memoria antica. Quella di un passaggio di confine. Di un mercato di buoi e cavalli. Di vitelli esposti sulle barche, lungo l’acqua dell’Adigetto.

Fonti

  1. Comune di Rovigo
  2. Comune di Rovigo
  3. Il Resto del Carlino
  4. Serenissima News

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