Alla fine del Cinquecento, a Rovigo, un’immagine sacra cominciò a far parlare di sé. Era una Madonna con il Bambino, seduta in trono. La si venerava in un piccolo oratorio vicino alle mura, accanto a un convento di frati. Un angolo di preghiera come tanti.
Poi, dal 1591, racconta la tradizione, qualcosa cambiò. I rodigini cominciarono a riferire grazie ricevute davanti a quell’immagine. Guarigioni. Protezioni. Aiuti che nessuno si aspettava più. Le voci uscirono dalla città e corsero per le campagne del Polesine.
E la gente arrivò. Arrivò così numerosa che nel 1594 le autorità cittadine dovettero preoccuparsi di una cosa molto concreta: avere cibo a sufficienza per tutti i pellegrini.
La memoria popolare arrivò a contare 115 eventi prodigiosi legati a quell’immagine. Tra questi, si racconta, la liberazione da un assedio e la fine di un’epidemia. Sono racconti di devozione, non fatti da dimostrare. Ma dicono molto di una città che, in anni difficili, aveva trovato un luogo dove chiedere aiuto. E la gente aveva già dato a quella Madonna un nome che era quasi una preghiera: la Beata Vergine del Soccorso.
Un oratorio non bastava più. Serviva una casa all’altezza di quella fede. Il 13 ottobre 1594 il vescovo benedisse le fondamenta di un nuovo tempio. È la chiesa che i rodigini avrebbero presto chiamato, semplicemente, la Rotonda.
C’è un dettaglio che rende questa storia diversa da tante altre. Il cantiere non fu pagato da un principe, né da un solo ricco committente. Fu pagato con il denaro pubblico e con le offerte dei cittadini. Ogni moneta lasciata da un fedele era, in un certo senso, un mattone della nuova chiesa. La Rotonda nacque così: come la promessa di una comunità intera.
Ci vollero anni. Secondo una fonte, solo l’8 settembre 1608 l’immagine venerata trovò posto sull’altare del nuovo tempio. Dall’oratorio vicino alle mura alla grande chiesa: un viaggio lungo quanto l’attesa di una città.
Oggi chi entra nella Rotonda guarda soprattutto le tele, gli stucchi, la cupola. Vale la pena, per un momento, cercare con gli occhi la Madonna in trono con il Bambino. Tutto, qui, è cominciato da lei. Da quelle prime voci di grazia passate di bocca in bocca, più di quattro secoli fa.




