Alla fine del Delta, dove la terra si sfrangia in canneti e isolotti di sabbia, si alza una torre bianca alta circa 45 metri. È il faro di Punta Maistra, chiamato anche faro di Pila.
Segna il punto in cui il Po di Pila si divide nelle sue ultime diramazioni, la Busa di Tramontana e la Busa di Scirocco, prima di gettarsi nell’Adriatico. Qui il fiume smette di essere fiume e diventa mare.
Un faro che insegue il mare
Il primo faro fu costruito nel 1885 nei pressi del villaggio di Pila. Durante la Seconda guerra mondiale le truppe tedesche in ritirata lo distrussero.
Nel dopoguerra fu ricostruito più a est, su un piccolo isolotto alla sinistra del fiume, a circa cinque chilometri da Pila. Lo spostamento racconta da solo quanto il Delta sia avanzato verso il mare in poco più di mezzo secolo. Le fonti regionali lo indicano come la costruzione in muratura più orientale del Delta.
Una luce sull’Adriatico
La lanterna si trova a circa 47 metri sul livello del mare. La sua luce arriva a circa 30 chilometri e si accende ogni sera, dal tramonto all’alba. Per chi naviga è un punto fermo in un paesaggio che cambia di continuo.
Il regno degli uccelli
Intorno al faro si stende uno dei paesaggi più selvaggi del Parco del Delta del Po. Ci sono le lagune di Scano Boa, del Basson e del Burcio, l’Isola della Batteria, piccole isole sabbiose e canneti fitti. I canali hanno acque di profondità e colori diversi.
È un rifugio ideale per aironi, garzette, cormorani e gabbiani. Il faro si raggiunge solo via acqua. Così la gita in battello da Pila, lungo il ramo del fiume, diventa parte del viaggio. Chi arriva fin qui trova un mondo fatto di acqua, vento e ali, dove la terra sembra ancora in costruzione.


