
Il vescovo, san Pietro e la città delle rose
Un sogno, un pastorale fiorito e un nome greco
Un vescovo in cerca di rifugio, un sogno con san Pietro e un pastorale coperto di rose: la leggenda che fece di Rovigo la città delle rose.

Meno di un chilometro nel centro storico, cinque soste e cinque secoli. Si parte dalle torri del castello e si arriva alla Rotonda, passando per il sagrato dove sorgeva il Dometto, la piazza dove riposa un esploratore del Nilo e la chiesa che ospitò l'Inquisizione.
Partenza dalle torri del castello, dove nasce la leggenda del vescovo e delle rose.
Leggi la storiaSul sagrato del Duomo sorgeva il piccolo battistero demolito nel 1737. Dentro, cerca il frammento della Madonna delle Grazie.
Leggi la storiaIn piazza Vittorio Emanuele II, l'Accademia dei Concordi custodisce la memoria dell'esploratore del Nilo.
Leggi la storiaLa chiesa di San Francesco: qui aveva sede il tribunale del Sant'Uffizio fino al 1797.
Leggi la storiaArrivo alla Rotonda, tra la leggenda delle streghe e la memoria dell'umanista Celio Rodigino.
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Un sogno, un pastorale fiorito e un nome greco
Un vescovo in cerca di rifugio, un sogno con san Pietro e un pastorale coperto di rose: la leggenda che fece di Rovigo la città delle rose.

Il piccolo battistero davanti al Duomo e l'affresco che non si lasciò distruggere
Nel 1737 il "Dometto", battistero del Duomo di Rovigo, fu demolito. Dice la leggenda che il martello si fermò davanti alla Madonna dipinta sulla porta.

Un nome inciso su un tamarindo africano e un ritorno a casa durato dieci anni
Nato a Rovigo nel 1810, Giovanni Miani risalì il Nilo verso le sorgenti come nessuno prima. I suoi resti riposano all'Accademia dei Concordi.